Nel mondo frenetico e iperconnesso di oggi, la dopamina, un neurotrasmettitore legato al piacere e a ai meccanismi di ricompensa, la fa da padrona indiscussa. Ogni notifica, like o interazione sui social media innesca un rilascio di dopamina, creando un ciclo di gratificazione immediata che può facilmente sfociare in dipendenza.
Ecco perché è così facile cadere nell'abitudine dello "scrolling", termine coniato per descrivere l'azione compulsiva di scorrere video, post o immagini uno dopo l'altro, in maniera veloce e inconsapevole. Il dito scorre instancabile sullo schermo, alla ricerca di qualcosa, non si sa poi esattamente cosa, con la mente in uno stato a metà tra la frustrazione di non trovare quello che si vorrebbe e l'eccitazione nel trovare qualcosa che finalmente riesca a carpire la nostra attenzione, o nel notare la comparsa improvvisadi una notifica.
L'iperconnessione: un'arma a doppio taglio
La nostra società è sempre più dipendente dalla tecnologia, con un numero crescente di persone che utilizzano più dispositivi contemporaneamente. Questa iperconnessione, se da un lato offre qualche discutibile vantaggio (discutibile perché è stato ormai provato scientificamente che la modalità "multitasking" come sinonimo di efficienza sia una mera illusione), dall'altro può avere effetti negativi sulla salute mentale e fisica, soprattutto nei giovani il cui cervello è ancora in fase di sviluppo.
Effetti a lungo termine dell'iperconnessione
L'iperconnessione e la sovrastimolazione possono portare a una serie di problematiche, che variano a seconda dell'età: Tra i giovani di età inferiore a 25 anni, il cui cervello non si è ancora completamente formato, si riscontrano difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, ansia, depressione, dipendenza dai dispositivi e dai social, e problemi di relazione. Gli effetti aumentano esponenzialmente quando il giovane è solito usare più di un dispositivo contemporaneamente (per esempio televisione e cellulare). I sintomi che ho elencato poco fa rischiano poi di diventare cronici molto di più rispetto a quanto possa invece accadere in età adulta. Se il cervello è infatti già completamente sviluppato è più facile "disintossicarsi" da questo meccanismo.
Gli adulti che diventano vittime dello stesso meccanismo riscontrano stress cronico, calo della produttività, dipendenza da tecnologia e problemi di salute fisica.
La mindfulness: un antidoto all'iperconnessione
La mindfulness, pratica millenaria che consiste nel prestare attenzione al momento presente senza giudizio, può essere un valido aiuto per riportare i livelli di dopamina alla normalità e vivere una vita più serena.
Questa disciplina non si limita a "distrarre" dalla tecnologia. Essa agisce a un livello più profondo, influenzando la neurochimica del cervello:
Riduzione dello stress: La pratica regolare della mindfulness riduce i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress. Alti livelli di cortisolo possono alterare il sistema dopaminergico, causando squilibri e dipendenze.
Aumento della dopamina "sana": La mindfulness non "pompa" artificialmente la dopamina come fanno le interazioni sui social media. Essa favorisce un rilascio di dopamina più naturale e sostenibile, legato a esperienze positive reali e significative.
Regolazione di altri neurotrasmettitori: La mindfulness influenza anche altri neurotrasmettitori, come serotonina e ossitocina, che sono coinvolti nella regolazione dell'umore, del sonno e delle relazioni sociali.
In poche parole la mindfulness aiuta a "resettare" il sistema di ricompensa del cervello, rendendolo meno sensibile alle gratificazioni immediate e più orientato verso obiettivi a lungo termine. Questo avviene attraverso diversi meccanismi:
Consapevolezza: La mindfulness aiuta a riconoscere iPensieri e le emozioni che ci spingono a cercare gratificazioni immediate, come la noia, l'ansia o la solitudine.
Accettazione: La mindfulness insegna ad accettare questi pensieri ed emozioni senza giudizio, senza reagire impulsivamente.
Distacco: La mindfulness aiuta a sviluppare un senso di distacco dalle proprie emozioni, osservandole senza farsi sopraffare.
Per concludere l'iperconnessione e la sovrastimolazione possono avere effetti negativi sulla salute mentale e fisica, soprattutto nei giovani. La mindfulness rappresenta un valido strumento per contrastare questi effetti, aiutando a ritrovare l'equilibrio e a vivere una vita più serena e consapevole.